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Visione

*

Ricordo l’istante incantato:

Davanti m’eri apparsa tu,

Come fuggevole visione,

Come genio di pura bellezza.


Nei disperati miei tormenti,

Nel chiasso delle vanità,

Tenera udivo la tua voce,

Sognavo i cari lineamenti.


Anni trascorsero. Bufere

Gli antichi sogni poi travolsero,

Dimenticai la tua tenera voce,

I tuoi celesti lineamenti

E in silenzio passavo i giorni

Recluso nel vuoto grigiore,

Senza più fede e ispirazione,

Senza lacrime, né vita né amore.


All’anima fu dato risveglio:

E ancora mi sei apparsa tu,

Come fuggevole visione,

Come genio di pura bellezza.

E nell’ebbrezza batte il cuore

E tutto in me risorge già –

E la fede e l’ispirazione

E la vita e le lacrime e l’amore.

(A. Puškin)

*

G. De Chirico, Mistero e malinconia di una strada

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