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Tutto sarà bene (And the fire and the rose are one)

12 gennaio 2010 12 commenti

*

IV

La colomba che discende fende l’aria

con fiamma di terrore incandescente

le cui lingue dichiarano

la sola remissione da peccato e errore.

La sola speranza, o disperazione

è nella scelta di pira o pira –

per esser redenti da fuoco col fuoco.


Chi dunque escogitò il tormento? Amore.

Amore è l’estraneo Nome

dietro le mani che tesserono

l’intollerabile maglia di fuoco

che potere umano non può togliere.

Noi soltanto viviamo, soltanto sospiriamo

se consumati da fuoco e fuoco.


V

Ciò che chiamiamo principio è spesso la fine

e porre fine è dar principio.

La fine è là onde partimmo. E ogni frase

e sentenza che sia retta (dove ogni parola è a casa,

prendendo il suo posto a sorregger le altre,

la parola non diffidente né ostentata,

naturalmente partecipe del vecchio e del nuovo,

la comune parola esatta senza volgarità,

La formale parola precisa ma non pedante,

perfetta consorte unita in una danza)

ogni frase e ogni sentenza è una fine e un principio,

ogni poema un epitaffio. E qualunque azione

è un passo verso il patibolo, verso il fuoco, verso la gola del mare

o verso una pietra illegibile: è di lì che noi partiamo.

Noi moriamo con chi muore:

guarda, essi partono, e noi andiamo con loro.

Noi nasciamo con chi muore:

guarda, essi ritornano, e ci portano con loro.

Il momento della rosa e il momento del Tasso

hanno eguale durata. Un popolo senza storia

non è redento dal tempo, poiché la storia è una trama

di momenti senza tempo. Così, mentre la luce vien meno

in un pomeriggio d’inverno, in una cappella appartata

la storia è adesso e Inghilterra.


Con la forza di questo Amore e la voce di questa Chiamata


noi non cesseremo l’esplorazione

e la fine di tutto il nostro esplorare

sarà giungere là onde partimmo

e conoscere il luogo per la prima volta.

Attraverso l’ignoto, rammemorato cancello

quando l’ultima terra da conoscere

sia quella che era il principio;

alle sorgenti del fiume più lungo

la voce della cascata nascosta

e i bambini tra i rami del melo

non noti, poiché non attesi

ma uditi, uditi appena nel silenzio

tra due onde di mare. Su

presto, qui, ora, sempre –

Una condizione di completa semplicità

(che costa non meno di ogni cosa)

e tutto sarà bene e

ogni sorta di cose sarà bene,

quando le lingue di fiamma si incurvino

nel nodo incoronato di fuoco

e il fuoco e la rosa siano uno.

(T. S. Eliot, Four Quartets, Little Gidding)

*

East Coker

6 novembre 2009 Lascia un commento

W. Turner, Snow storm

*

Io dissi alla mia anima

Taci e lascia che scenda su di te la tenebra

Che sarà la tenebra di Dio.

Come in un teatro si spengono le luci

Per cambiare la scena con cupo rombo

D’ali con moto di tenebra

Su tenebra

E noi sappiamo che le colline e gli alberi

Il panorama lontano

E l’ardita facciata imponente

Tutto viene arrotolato via   –

O come quando un treno sotterraneo

Nella metropolitana si ferma troppo a lungo

Tra due stazioni e la conversazione

Sorge per poi a poco a poco

Perdersi e svanire nel silenzio e vedi

Dietro ogni faccia spalancarsi

Il vuoto mentale lasciando soltanto

Terrore cosciente che non ci sia nulla

A cui pensare; o quando sotto l’etere

La mente è cosciente ma cosciente

Di nulla   –   Io dissi alla mia anima

Stai quieta e attendi senza speranza perché la speranza

Sarebbe speranza per le cose sbagliate; attendi

Senza amore perché l’amore

Sarebbe amore per le cose sbagliate; resta

La fede ma la fede e l’amore e la speranza

Sono tutti nell’attendere. Attendi

Senza pensiero, perché tu non sei pronto

Per pensare: così la tenebra

Sarà luce, e la quiete la danza.

(T. S. Eliot, Quattro quartetti, East Coker, III)

*

P. Picasso, Acrobati al circo