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Lettera

3 aprile 2010 77 commenti

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Mia Cordelia!

Che cos’è la bramosia? Il linguaggio e i poeti vi fanno far rima con la parola «prigionia». Che assurdo! Come se solamente chi è in prigione potesse bramare, come se non si potesse bramare quando si è liberi… Posto che io fossi libero, …e come io bramerei… E per altro libero io sono di certo, libero al pari d’un uccello, …e tuttavia come non bramo! …Io bramo quando vengo da te, bramo quando ti lascio, e perfino quando siedo al tuo fianco ti bramo… Ma si può dunque bramare ciò che si ha? Sì, quando si consideri che all’istante seguente forse non lo si avrà… La mia bramosia è un’eterna impazienza… Unicamente nel caso in cui avessi vissuto tutte le eternità e mi fossi convinto che ad ogni istante m’appartieni, unicamente allora ritornerei di nuovo da te e con te vivrei tutte le eternità, e certo non avrei abbastanza pazienza per essere un istante separato da te senza bramare, ma abbastanza confidenza per sedere tranquillo al tuo fianco.

Tuo Johannes

(S. Kierkegaard, Diario del seduttore)

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