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Posts Tagged ‘Vincent’

Il fiore blu

16 novembre 2010 3 commenti

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Ogni vero inizio è un secondo momento.

(Novalis)

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Inno alla Notte

24 novembre 2009 2 commenti

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– III –

Un giorno che io versavo amare lacrime, che la mia speranza si dileguava dissolta in dolore, e io stavo solitario vicino all’arido tumulo, che nascondeva in angusto oscuro spazio la forma della mia vita – solitario, come non era mai stato nessuno, incalzato da un’angoscia indicibile – senza forze, non più che l’essenza stessa della miseria. Come mi guardavo intorno in cerca d’aiuto, non potevo proseguire né arretrare, e mi aggrappavo alla vita sfuggente, spenta, con nostalgia infinita: – allora venne dalle azzurre lontananze: – dalle alture della mia antica beatitudine un brivido crepuscolare – e d’un tratto si spezzò il cordone della nascita, il vincolo della luce. Si dileguò la magnificenza terrestre e il mio cordoglio con essa – confluì la malinconia in un nuovo e imperscrutabile mondo – tu estasi della notte, sopore del cielo ti posasti su di me – la contrada si sollevò poco poco: sopra la contrada aleggiava il mio spirito sgravato e rigenerato. Il tumulo divenne una nube di polvere – attraverso la nube vidi i tratti trasfigurati dell’amata. Nei suoi occhi era adagiata l’eternità – io afferrai le sue mani e le lacrime divennero un legame scintillante non lacerabile. Millenni dileguarono in lontananza, come uragani. Al suo collo piansi lacrime d’estasi per la nuova vita. – Fu il primo, unico sogno – e solo d’allora sentii eterna, inalterabile fede nel cielo della notte e nella sua luce, l’amata.

(Novalis, Inni alla Notte)

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M. Feldman, Rothko Chapel 1

La Danza

18 novembre 2009 1 commento

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(B. Tarr, “Le armonie di Werckmeister”)

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8 Blue Poles

10 novembre 2009 Lascia un commento

V. Van Gogh

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Ritrovarsi in uno stato d’estrema scossa, rischiarata d’irrealtà, con pezzi del mondo reale in un angolo di sé.

Pensare senza la minima rottura, senza trabocchetti nel pensiero, senza quegli sviamenti repentini a cui le mie midolla sono abituate come emittenti di corrente.

A volte le mie midolla si divertono a questi giochi, si compiacciono di questi giochi, si compiacciono di questi ratti furtivi ai quali presiede la testa del mio pensiero.

A volte m’occorrerebbe una sola parola, una semplice piccola parola senza importanza, per essere grande, per parlare con il tono dei profeti, una parola-testimone, una parola precisa, una parola sottile, una parola ben macerata nelle mie midolla, emanata da me, che stia alla punta estrema del mio essere,

e che per tutti non sia niente.

(A. Artaud)

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J. Pollock, Blue poles

Un mondo di marionette

6 novembre 2009 1 commento

G. Klimt, Danae

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…Puoi aiutarmi forse?
ma esiste un aiuto poi?
Vivrò ancora molto
…ma vivrò veramente?
Oppure il sogno come si è realizzato
era il mio unico fugace e breve momento di vita
di realtà veramente vissuta e conquistata…


…Con grande stupore io guardo indietro alla nostra vita
alla nostra realtà precedente
e dico a me stessa …abbiamo forse sognato?… Recitato?
…O cos’altro diavolo abbiamo fatto mai?..
È questa la vera realtà ed è insopportabile..
Io parlo, rispondo, rifletto, mi vesto, dormo e mangio
e un quotidiano costringimento,
un’esteriorità strana e insensibile..
Ma dietro questa maschera io piango continuamente..
Piango continuamente per me stessa per non poter

essere mai più come prima..
Ciò che è stato non tornerà mai più è finito per sempre
distrutto come un sogno..

(I. Bergman, Un mondo di marionette)

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V. van Gogh, Sorrow

ASCOLTATE!

5 novembre 2009 Lascia un commento

V. van Gogh, La notte stellata

– ASCOLTATE! –


Ascoltate!

Se accendono le stelle,

vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?

Vuol dire che qualcuno vuole che esse siano?

Vuol dire che qualcuno chiama perle questi piccoli sputi?


E tutto trafelato,

fra le burrasche di polvere meridiana,

si precipita verso Dio,

teme d’essere in ritardo,

piange,

gli bacia la mano nodosa,

supplica

che ci sia assolutamente una stella,

giura

che non può sopportare questa tortura senza stelle!

E poi

cammina inquieto,

fingendosi calmo.

Dice ad un altro:

“Ora va meglio, è vero?

Non hai più paura?

Si?!”


Ascoltate!

Se accendono le stelle,

vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?

Vuol dire che è indispensabile

che ogni sera

al di sopra dei tetti

risplenda almeno una stella?


(V. Majakovskij)